Cari amici e soci del
Canaletto.
Adesso
parliamo dell'Abruzzo, e commentiamo la gita del ponte dell'Immacolata
2009.
Molti di voi si
domanderanno come mai non ne abbiamo parlato prima. Il motivo è semplice e
complesso al tempo stesso.
Immaginate di voler
parlare con il dovuto rispetto di una terra ferita.
E immaginate di voler
descrivere le bellezze che quel territorio offre, usando parole che risaltano i
luoghi.
In cuor mio ho vissuto
momenti di forte contrasto, combattuto tra il fascino incantevole di montagne
selvagge e aspre che ospitano borghi medievali ben
conservati.
E momenti di
angoscia osservando le case sventrate da una forza indomabile e
imprevedibile.
Il pensiero corre
alle decine di migliaia di famiglie che hanno dovuto trovare una
sistemazione, molte piangono uno o piu' lutti.
Ma non parliamo di
questo, anche se il pensiero rimane ancorato nelle nostre
menti.
A un'anno
dall'evento, per salutare gli amici abruzzesi e incoraggiarli nella ripresa,
parliamo delle curiosità, proviamo a descrivere e illustrare i siti turistici,
la bellezza dei luoghi, la storia che li
caratterizza.
Al nostro arrivo
all'Aquila, sabato mattina 5/12, realizziamo subito il significato di città
fantasma.
Una foschia inquietante ci avvolge e toglie i contorni alle cose. La piazza della
città ha perso la sua funzione di luogo d'incontro tra persone, ora mostra le
ferite aperte e con il suo orgoglio sembra voler sfidare il destino. Ma i suoi
limiti si vedono ovunque, anche sul pavimento lastricato dove camminiamo, le
pietre spezzate testimoniano da sole.
Ci spostiamo
passeggiando in quel che rimane del grande prato verde davanti la basilica di
Collemaggio, crollata anch'essa parzialmente. Qui era ospitata una
tendopoli.
Dopo pranzo la visita
al lago Sinizzo.
La compagnia del
geologo, nonchè ex sindaco del paese di San Demetrio Nè Vestini, ci ha permesso
di conoscere il territorio come solo lui sa spiegare. L'enorme crepa che tutti
osserviamo, visibile in quasi tutto il perimetro del lago, ha la sua motivazione
nei lavori di consolidamento delle arginature del lago, fatte a suo tempo. Le
fantasie di studiosi e giornalisti avevano trovato sfogo parlando di queste
crepe come un'evento straordinario, subito ridimensionato dalle esperienze del
geologo dott. Ezio Leonardis, che gentilmente ci ha
accompagnati.
Il mattino successivo
visita al paesino di Santo Stefano di Sessanio.
La presenza
dell'albergo diffuso SEXTANTIO ,
significa turismo di qualità in ambienti recuperati da un sicuro degrado dovuto
allo spopolamento. Una doppia valenza che il grande imprenditore Italo-svedese
ha saputo realizzare a favore di questi borghi tra i più belli
d'Italia.
La
visita a Rocca Calascio, non
poteva che sbalordire. I vasti panorami, l'aria tersa, l'approssimarsi del
tramonto, i ruderi che testimoniano antiche fatiche su ambienti impervi e
ostili, come poteva l'uomo medievale sopravvivere a queste altezze e difendere
tenacemente con aspre lotte queste posizioni? Eppure questo è stato fatto e
Rocca Calascio era un punto di riferimento per tutte le popolazioni del
massiccio del Gran Sasso e probabilmente del centro
Italia.
Questo è l'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone , dove Celestino V°, il papa del grande rifiuto, ha vissuto molti anni in preghiera. La sua
storia ci è stata ampiamente documentata da Donatella, la gentile guida che ci
ha tenuto compagnia tutto il Lunedì.
Ottima la visita all'Abbazia Agostiniana di Sulmona, tuttora in restauro
e interessante proprio per questo motivo, discusse insieme agli addetti ai
lavori le tecniche di consolidamento e recupero di affreschi e intonaci vari. Il
pomeriggio trascorso in confettificio e poi la visita alla città dei confetti,
Sulmona, con il suo vivace centro storico, l'Acquedotto Svevo e molto
altro.
Martedi' mattina passeggiata in quel che resta del borgo medievale di San
Gregorio.
Luoghi sacri distrutti dal sisma, opere scomparse per sempre, simboli
che seguivano le famiglie nel percorso di vita e legavano una intera comunità
ora giacciono a terra, accompagnati da sguardi attoniti e
rispettosi.
I
luoghi della ricostruzione, nuovo centro abitato di San Gregorio.
La
chiusura della gita ha visto scorrere questi due momenti significativi, la
ferita ancora aperta rappresentata dalla chiesa di San Gregorio crollata sotto i
colpi del sisma e la tenacia dei residenti che vogliono ricostruire le dimore in
zone sicure con materiali leggeri, quale il legno.
La
nostra conclusione, a un'anno dal sisma del 6 aprile 2009, vuol essere un
semplice e caldo saluto al generoso popolo abruzzese, con il ringraziamento per
averci permesso di realizzare questa esperienza.
Ci
rivolgiamo ai soci e amici camperisti con un quesito, l'Abruzzo è un territorio
che offre molto, sapremo cogliere quel che ci
propone?
Un
caro saluto a tutti
amichevolmente
Luigi e Teresa
Vieni
a visitare l’Abruzzo “forte e gentile”, cuore verde d’ Europa
con i parchi e le riserve naturali, con le cime più alte dell’
Appennino, il mare, la storia, la cultura ,
con i borghi ben conservati, con le tradizioni, con la buona
cucina ed il buon vino!!!