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Fiaccolata goliardica con la Mugnaia

 

Un grande e solenne rituale come il carnevale di Ivrea è una fantasiosa allegoria che celebra verità storiche frammiste a suggestive leggende. Questo rende la festa ricca di segni, di richiami, di riferimenti più o meno manifesti o nascosti.

Ivrea preparata a festa

la citta' di Ivrea si prepara alla festa del carnevale

Tra tutti, il simbolo per eccellenza è la Mugnaia, che non è solo l’interprete del personaggio Violetta, la romantica eroina che ha dato origine alla rivolta popolare, ma è l’incarnazione della libertà conquistata dal popolo. La figura della “mulinera” è stata introdotta nella festa a partire dall’ottocento, in pieno romanticismo.

 

Ivrea..piazza città

piazza citta' con il palazzo Civico

 

preparazione generale nelle piazze

i rioni e le piazze saranno teatro di festa

spettacolare scenografie nei rioni

i colori sono un forte richiamo per tutti

 

stand gastronomici

Gli stand gastronomici rispecchiano le varie tifoserie

particolari scenografici del carnevale

particolari colorati

cottura dei

la fagiolata comincia la cottura che continuera' fino all'indomani

cottura

la fagiolata comincia la cottura che continuera' fino all'indomani

porticato nei rioni

porticato trasformato a festa

 

gruppi folklostici

nelle strade comincia l'arrivo delle bande folkloristiche in attesa della Mugnaia

 

fiamma del

Gli sputafuoco eseguono le loro specialità


presentazione della Vezzosa Mugnaia dalla loggia esterna del Palazzo Civico

finalmente la presentazione della Vezzosa Mugnaia dalla loggia esterna del Palazzo Civico da parte del Sostituto Gran Cancelliere

Una figura estremamente importante nella storia del Carnevale di Ivrea è rappresentata dal Sostituto Gran Cancelliere. Agli inizi dell’ottocento, quando la manifestazione divenne unica, si volle che ogni avvenimento ed ogni cerimonia carnevalesca fosse minuziosamente annotato in un apposito libro, dal decano dei notai della città, nominato Gran Cancelliere. Poiché i notai solitamente erano molto indaffarati e poco propensi ad andarsene in giro per le vie cittadine in sella ad un cavallo, usavano servirsi di una persona di fiducia nel redigere i loro atti. Fu nominato perciò un Sostituto Gran Cancelliere. Questi è sempre presente, a fianco del Generale e dello Stato Maggiore, ad ogni atto ufficiale per poterne dare precisa testimonianza. In abito di velluto nero, parrucca bianca a cannoni, con codino sotto il tricorno, bianchi gilet e camicia con jabot e polsi in pizzo, calzoni al ginocchio su calze bianche, il Sostituto cavalca portando con se una copia del Libro dei Verbali. Quello autentico, sul quale annota con meticolosa precisione lo svolgersi delle cerimonie secondo il protocollo, è custodito in un posto sicuro, in quanto durante la manifestazione è l’unico ad avere la responsabilità di tale documento.

 


presentazione della Vezzosa Mugnaia dalla loggia esterna del Palazzo Civico

la Vezzosa Mugnaia saluta tutti dalla loggia esterna del Palazzo Civico

E’ il personaggio più importante della manifestazione, l’eroina che è stata elevata a simbolo della libertà conquistata dal popolo in rivolta contro il tiranno feudale. All'epoca del marchese Raineri di Biandrate, la giovane popolana e novella sposa Violetta, si oppose con coraggio alle attenzioni del tiranno che, non contento di vessare il popolo con tasse e maltrattamenti, aveva imposto alle giovani spose lo jus primae noctis. Salita al castello la sera delle nozze, questa giovane giurò al marito Toniotto che non avrebbe accettato un simile ricatto.
Estratto improvvisamente un pugnale dalle vesti, mozzò la testa del tiranno e la mostrò al popolo intero dagli spalti del castello.
Fu il segno della rivolta. Il maniero fu subito preso e incendiato e il popolo giurò che in quel luogo non si sarebbe mai più costruito nulla. Ambientata nell'alto Medioevo, questa leggenda, come tutte, ha un fondo di storia: a quell'epoca, infatti, la Dora Baltea era costellata di numerosi mulini natanti; forse la rivolta eporediese fu causata dall'ennesima tassa sul macinato, ma il suo ricordo si è tramandato nel tempo attraverso l'immagine della vezzosa Violetta che liberò l'intera città.

il saluto della Mugnaia

Partenza della fiaccolata goliardica per le vie cittadine con la Mugnaia, il Generale e gli Aranceri

Un’altra icona di vittoria è rappresentata dalla Spada che la Mugnaia impugna alta verso il cielo in segno di riscossa e di libertà, mentre la Sciabola del Generale è simbolo di comando e la fascia bianca e rossa che indossa, rappresenta il potere che nei giorni di carnevale possiede.

 


 Partenza della fiaccolata goliardica per le vie cittadine con la Mugnaia e gli Aranceri

Partenza della fiaccolata goliardica per le vie cittadine con la Mugnaia e Il Generale

Prima della dominazione napoleonica il carnevale eporediese era celebrato autonomamente da ogni rione, questo però creava una forte rivalità che spesso sfociava in scontri violenti e sanguinosi. All’inizio dell’ottocento, in piena occupazione napoleonica, le autorità civili e militari, preoccupati per l’ordine pubblico, istituirono una sorta di “servizio d’ordine” delle manifestazioni. A capo di questo gruppo di controllo nel 1808 venne nominato un uomo che, godendo di grande prestigio presso la cittadinanza, ben rappresentava la cultura e l’orgoglio municipalista, soprattutto quando i carnevali rionali vennero unificati in un’unica grande festa cittadina. Secondo la tradizione, il Generale ottenne quindi il diritto al titolo e all'uniforme di "Generale dell'Esercito Napoleonico" e la concessione di chiamare con sè altre persone che, in veste di Ufficiali dello Stato Maggiore, lo aiutassero nei suoi compiti. Il Generale entra in carica il 6 di gennaio di ogni anno quando riceve dall’interprete dell’edizione precedente la feluca e la sciabola. Il Giovedì grasso poi, otterrà dal Sindaco, nella cerimonia del “Passaggio dei Poteri”, la fascia di primo cittadino insieme agli oneri (oggi ovviamente simbolici) del controllo dell’ordine pubblico. E’ assistito e coadiuvato da un drappello di Ufficiali dello Stato Maggiore, tra i quali poi provvede a nominare gli Aiutanti di Campo e le Vivandiere.

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