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Preda in Dora

La giornata di domenica 18 febbraio inizia con l'avvio al paese di migliaia di persone che cercano di raggiungere le varie manifestazioni.

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Molti gruppi folkloristici anticipano l'arrivo del Podesta'

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Il nostro gruppo segue i commenti della guida.

Molti sono muniti del berretto frigio rosso di colore, si può tranquillamente affermare che rappresenti un vero e proprio marchio di “eporediesità”. Lo si indossa non soltanto per evitare, durante la tradizionale battaglia delle arance, di essere fatti oggetto di lancio proprio come vogliono la tradizione e l’Ordinanza del Generale ma anche e soprattutto come espressione di partecipazione attiva alla manifestazione.
E’ un simbolo appunto di libertà che gode di una tradizione radicata in tempi remotissimi. Nelle antiche stampe che raffigurano gli abitanti dei dintorni di Ivrea, alcuni personaggi sono rappresentati con in capo il berretto frigio rosso. Naturalmente ai dominatori francesi fece buon gioco perpetuare una tradizione così vicina alla loro.

 

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il Podestà e i Credendari

Supremo capo del governo del Comune, il Podestà veniva nominato, sin dal XIV secolo, dai Credendari, i Consiglieri comunali dell'epoca, ed era responsabile dell'amministrazione e della giustizia. Scelto fuori del comune per garantire la sua imparzialità, il Podestà quando entrava in carica, dopo aver giurato sul libro degli Statuti, andava a prelevare con un apposito martello conservato presso il municipio cittadino, un sasso tra i ruderi del Castellazzo e lo gettava in Dora come spregio al Marchese del Monferrato. La cerimonia si ripete ogni anno, al mattino della domenica di carnevale. Da alcuni anni è stata anche ripresa l’antica tradizione dell’offerta dei ceri da parte della città, rappresentata dal Podestà al Vescovo. Si svolge in forma solenne nel giorno dell’Epifania presso la cappella dei Tre Re, sul monte Pautro, ovvero il Monte Stella.

la vezzosa mugnaia e il generale

La Scorta della Mugnaia

Di recente costituzione, ha sostituito gli Armigeri come scorta di Violetta nelle uscite ufficiali, dando così adeguata collocazione storica al gruppo, che ben s’inserisce nel panorama ottocentesco che fa da sfondo a tutta la manifestazione. La divisa indossata dal drappello, ufficialmente Gruppo Storico “Reggimento Primo Tricolore”, fu tra le prime dell’Esercito Italico a fare la sua comparsa ai tempi della Repubblica Cisalpina, con berretto nero fasciato in rosso, giubba e calzoni verdi, camicia rossa e scarpe coperte da ghette bianche.

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Il Generale e lo Stato Maggiore

Prima della dominazione napoleonica il carnevale eporediese era celebrato autonomamente da ogni rione, questo però creava una forte rivalità che spesso sfociava in scontri violenti e sanguinosi. All’inizio dell’ottocento, in piena occupazione napoleonica, le autorità civili e militari, preoccupati per l’ordine pubblico, istituirono una sorta di “servizio d’ordine” delle manifestazioni. A capo di questo gruppo di controllo nel 1808 venne nominato un uomo che, godendo di grande prestigio presso la cittadinanza, ben rappresentava la cultura e l’orgoglio municipalista, soprattutto quando i carnevali rionali vennero unificati in un’unica grande festa cittadina. Secondo la tradizione, il Generale ottenne quindi il diritto al titolo e all'uniforme di "Generale dell'Esercito Napoleonico" e la concessione di chiamare con sè altre persone che, in veste di Ufficiali dello Stato Maggiore, lo aiutassero nei suoi compiti. Il Generale entra in carica il 6 di gennaio di ogni anno quando riceve dall’interprete dell’edizione precedente la feluca e la sciabola. Il Giovedì grasso poi, otterrà dal Sindaco, nella cerimonia del “Passaggio dei Poteri”, la fascia di primo cittadino insieme agli oneri (oggi ovviamente simbolici) del controllo dell’ordine pubblico. E’ assistito e coadiuvato da un drappello di Ufficiali dello Stato Maggiore, tra i quali poi provvede a nominare gli Aiutanti di Campo e le Vivandiere.

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i pifferi e i tamburini

I Pifferi e Tamburi (sotto) hanno un’importante storia alle spalle. Si pensa che al tempo di Emanuele Filiberto, nel castello delle quattro torri, risiedessero stabilmente una banda di Pifferi e Tamburi al servizio del presidio eporediese. Oggi la banda dei pifferai e tamburini è diretta dal primo piffero che detta gli attacchi a e da un tamburo maggiore che da il ritmo. L’uniforme del gruppo è storica e comprende il berretto frigio al capo, corto alla francese, giubba rossa con collo e risvolti dei polsi verdi, bottoni metallici dorati, calzoni verdi con banda rossa. Gli strumenti del complesso sono i piccoli pifferi, i tamburi e la grancassa.

i pifferi e i tamburini

 

ore 10,30 - Ponte Vecchio Cerimonia della "Preda in Dora".

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Il Podestà porta in palmo la Preda che getterà nel Dora pochi istanti dopo.

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ore 11,00 - la Mugnaia apre lo spettacolo. Presentazione dei Gruppi Storici ospiti.
Partecipano:
• Corpo musicale “La Mornaghese” (VA)
• Sbandieratori di Arezzo
• Ringwood Pipe Band di Poole (Inghilterra)
• Banda caratteristica di Bezigrad (Slovenia)
e molti altri gruppi storici

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Il giorno in cui sulle sponde della Dora nasce la piccola Violetta, figlia di umili mugnai, si insedia nella città un tiranno dispotico e violento. Le storie dei due personaggi, se pur così diverse, sono destinate a incrociarsi: mentre la bambina cresce serena nel suo mondo abitato da gesti semplici e amicizie sincere, nel tiranno cresce la rabbia e l’insoddisfazione per l’essere confinato in un regno assai distante dai fasti e dalle bellezze cui ambisce. Una antica leggenda, il fascino di atmosfere lontane, le suggestioni evocate da personaggi intensi e intense passioni. Ma anche il desiderio di scoprire e svelare quanto di moderno ed estremamente vicino a noi si ritrova in quella che forse non è solo una storia da tramandare, ma anche l’esempio ancora vivo ed estremamente attuale delle passioni e delle lotte che attraversano il nostro tempo. In questa moderna interpretazione dell’antica leggenda non esistono personaggi assolutamente buoni o perdutamente cattivi. L’intenzione è invece quella di tentare una comprensione profonda delle motivazioni che muovono i sentimenti delle persone, anche quando tali sentimenti sono segnati da un dolore e da una rabbia che cercano una disperata via di fuga.

 

 

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castello di Ivrea

 

chiostro

 

castello medioevale

 

castello

 

cattedrale

 

Piazza orologio

la calma prima della tempesta

 

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