
Lanificio F.lli Zignone
denominato "fabbrica della Ruota"
La "strada della lana"
La "Fabbrica della ruota" si trova idealmente al centro
di un itinerario di archeologia industriale che collega la citta' di
Biella con Borgosesia. Quella che viene indicata come "Strada della
lana" e' un percorso progettato dal DocBi-Centro Studi Biellesi e dal
Politecnico di Torino avente la finalita' di far conoscere il patrimonio
architettonico manifatturiero del Biellese dell'Otto-Novecento attraverso
i fondovalle e le comunita'. La "Strada della lana" si snoda per circa
50 chilometri ed offre la possibilita' di scoprire vecchi o piu' moderni
lanifici, ma anche i sistemi territoriali e sociali ad essi collegati.
Reti di comunicazione, come i sentieri degli operai creati tra le alture
boscose allo scopo di raggiungere il posto di lavoro, opere idrauliche
di derivazione dai torrenti per alimentare d'acqua le fabbriche e le
centraline elettriche, evidenze urbanistiche come le case dei villaggi
operai, i convitti, gli asili, i complessi ricreativi e dopolavoristici,
il centro Zegna di Trivero.

targhetta originale
La Fabbrica della Ruota
Il lanificio venne costruito dai fratelli Zignone nel 1878,
in localita' Vallefredda, a poca distanza dalla confluenza del rio Scoldo col
torrente Ponzone e in prossimita' della strada provinciale Biella-Borgosesia.
L'attivita' venne esercitata inizialmente da Pietro, Giovanni e Carlo. Alla
morte di Pietro, nel 1891, soltanto Carlo mantenne l'azienda, ma, da solo, non
riusci' ad andare oltre il 1896. In quell'anno lo stabilimento venne affittato
ad Anselmo Giletti, che vi installo' una filatura a servizio dell'importante
complesso di Ponzone. Nel 1900 Carlo Zignone mori' lasciando vedova Felicita
Tonella ed orfani dieci figli bambini. Solo nel 1912 i fratelli Umberto, Oreste
e Rinaldo Zignone ritornarono in possesso della fabbrica e costituirono una
societa' con i fratelli Ferla, titolari dell'omonimo lanificio di Polto. Cessato
nel 1918 il sodalizio coi Ferla i fratelli Zignone amministrarono autonomamente
l'azienda sotto la ragione sociale "Lanificio Fratelli Zignone fu Carlo".
L'alluvione del 1927 causo' gravi danni allo stabilimento e nel 1931 mori'
Umberto Zignone. Oreste e Rinaldo riavviarono la produzione in societa' con loro
collaboratori, come il disegnatore Ugo Rista e l'addetto commerciale Armando
Garlanda. La "Zignone Garlanda & Rista" si sciolse nel 1937. Nel 1949 anche
Garlanda usci' di scena e ancora una volta i fratelli Oreste e Rinaldo, ed il
nipote Ermanno, figlio di Umberto, tornarono a gestire in proprio con un avvio
promettente. Gli anni Cinquanta pero' furono un periodo difficile e molte
piccole aziende non tennero il passo: cio' accadde anche al lanificio dei
fratelli Zignone. Nel 1966 l'imprenditore Carlo Beretta acquisto' gli stabili
della Vallefredda senza pero' riprendere l'attivita'. Nel 1991 Carlo Beretta
dono' il complesso industriale al DocBi-Centro Studi Biellesi dopo che gia' nel
1984, quella che ormai era diventata la "Fabbrica della ruota", aveva ospitato
la mostra "Archeologia industriale in Valsessera e Valle Strona" tracciando il
percorso dell'associazione e precorrendo il nuovo destino dell'ex Lanificio
Zignone. Oggi la "Fabbrica della ruota", un vivace centro culturale, e' inserita
nel sistema ecomuseale della Provincia di Biella.

"La Ruota" organo meccanico per la trasmissione della forza motrice
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La trasmissione dell'energia
La "Fabbrica della ruota", unico caso conosciuto
in Italia, conserva ancora integro il sistema di trasmissione "telodinamico",
teorizzato anche da Galileo Ferraris. Il disegno assonometrico qui riprodotto
evidenzia il complesso impianto di generazione e di trasmissione dell'energia
che caratterizzava l'ex Lanificio Zignone. L'acqua del torrente Ponzone
veniva opportunamente incanalata e condotta alla cabina che ospitava
la turbina. Il salto d'acqua imprimeva al rotore il movimento che veniva
"trasportato" per ottanta metri alla grande ruota della fabbrica mediante
un cavo d'acciaio. Il volano in lega metallica a sua volta metteva in
moto un albero di trasmissione orizzontale principale al quale erano
connessi altri due alberi ai piani superiori. Il movimento cosi' distribuito
raggiungeva quindi i macchinari tramite pulegge e cinghie. La telodinamia
ha rappresentato, prima dell'avvento dell'energia elettrica, il primo
tentativo di trasporto a distanza dell'energia.
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la guida con il gruppo davanti alla ruota

macchina secolare collegata all'albero trasmissione

macchina secolare
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Gli operai e il lavoro
Si contano a centinaia i nomi registrati nei libri
matricola conservati nell'archivio dell'ex Lanificio Zignone. Grazie
a queste registrazioni, che comprendono, oltre ai dati anagrafici, anche
la qualifica, l'indicazione della provenienza, la data dell'assunzione
ecc., e' possibile ricostruire, tassello per tassello, la composizione
di quella che tecnicamente viene definita la "forza lavoro" del lanificio.
Dalle poche decine di operai presenti in fabbrica alla fine dell'800,
il lanificio dei fratelli Zignone arrivo' ad occuparne fino a 158 nell'anno
1937. La fluttuazione della produzione provocava mutamenti periodici
nella quantita' degli addetti: in alcuni periodi il lavoro era distribuito
su tre turni, compreso quello notturno, mentre in altri momenti gli
operai venivano impiegati solo alcuni giorni alla settimana. Dalla fotografia
qui riprodotta (risalente al 1916 circa) risulta evidente che, come
consuetudine per l'epoca, le maestranze comprendevano anche alcuni bambini.
Gli operai provenivano in gran parte da Flecchia e da Soprana, ma non
pochi raggiungevano il posto di lavoro percorrendo quotidianamente sentieri
che, attraverso i boschi, collegavano la Vallefredda alle varie borgate
di Curino e del Mortigliengo distanti anche piu' di un'ora e mezza di
cammino.
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orditoio antico
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La Valsessera industriale
La Valsessera e' da sempre terra di lanaioli. I tessitori
ed i primi piccoli imprenditori mercanti esercitavano l'arte della lana
in ambiente domestico fin dal Medioevo nelle borgate montane di Trivero
e Portula. Lo sviluppo industriale inizio' nel primo Ottocento: le piu'
antiche famiglie imprenditoriali laniere trasferirono le loro attivita'
nei fondovalle per usufruire della forza motrice dell'acqua dei torrenti
Sessera e Ponzone e dei loro piu' minuti affluenti, come lo Scoldo e
l'Auna. In quel periodo vennero impiantate le prime manifatture all'interno
di edifici in origine utilizzati come mulini, come fucine per la lavorazione
dei metalli o come folle per le cartiere. Solo a partire dalla meta'
del XIX secolo si iniziarono a costruire degli stabili appositamente
studiati per le lavorazioni industriali, dapprima di tipologia manchesteriana,
poi con l'uso sempre piu' frequente dei capannoni a shed. Nei primi
anni del '900 in Valsessera si contavano gia' oltre 50 opifici che impiegavano
piu' di 4000 operai, una concentrazione industriale tra le piu' elevate
in Italia. Molti lanifici ottocenteschi sono stati distrutti dagli incendi,
dalle piene dei torrenti, oppure sono stati demoliti e ricostruiti in
epoche recenti. Alcuni pero' conservano ancora il nucleo originario
e rappresentano un importante patrimonio storico e culturale.
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macchina a vapore soprannominata il "cavallino"(quando funzionava aiutava l'albero di trasmissione)

antica stufa nella mensa
La didattica
Ritenuto un elemento fondamentale nell'azione del DocBi-Centro
Studi Biellesi, quello didattico e' un aspetto importante anche della
"Fabbrica della ruota". Nell'autunno del 2004 si e' festeggiato il cinquecentesimo
gruppo scolastico in visita. Poco meno di mille sono state complessivamente
le classi che hanno scelto l'ex Lanificio Zignone come luogo simbolo
per affrontare il tema della rivoluzione industriale o come offerta
didattica specifica in relazione alle mostre allestite dal DocBi. Oltre
ventimila tra bambini e ragazzi, del Biellese e non, hanno seguito le
guide in un percorso che unisce l'elaborazione di testi ed immagini
alla visualizzazione dell'oggettistica storica, che propone l'apprendimento
della cultura materiale con l'esperienza diretta delle trasmissioni
e dei macchinari in movimento. Presso la fabbrica e' possibile sperimentare
fisicamente l'arte tessile attraverso i corsi di filatura e di tessitura
manuale tenuti da personale qualificato con attrezzatura ricostruita
su modelli d'epoca. All'attivita' didattica pura, sia per i semplici
visitatori sia per gli iscritti ai corsi di filatura e tessitura, si
puo' infine abbinare su prenotazione una degustazione guidata di prodotti
tipici locali in collaborazione con Sapori Biellesi.
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