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Varallo e Sacro Monte

piazzetta centrale

teatro civico

Sulla piazza Vittorio Emanuele Il, un tempo detta della Camminata (o anche delle Monache, oppure piazza Italia), sorgeva l’antico palazzo della Vicinanza, luogo in cui si riuniva il consiglio. Dopo la demolizione di questo edificio, già adibito a teatro fin dai 1810. la sua area venne in gran parte occupata dal nuovo teatro, costmito alla fine dell' Ottocento dall’impresario geom. Giuseppe Negri, su progetto dell’ing. Daniele Donghi, vincitore del concorso bandito dal comune di Varallo. Il fabbricato che presenta un avancorpo a portico e finestroni con colonnati laterali, era unito all’asilo Vietti (atterrato nel 1973) da una lunga cancellata. smantellata in seguito alla costruzione, negli anni 1956-57, dell’edificio postale.

 

La Collegiata di S. Gaudenzio
Collegiata di San Gaudenzio


Entrando nella piazza principale della città, intitolata a re Vittorio Emanuele II, lo sguardo è immediatamente catturato dalla monumentale Collegiata di San Gaudenzio, che sorge su un promontorio roccioso. L’edificio, che domina dall’alto, è collegato alla piazza sottostante da un’ampia scalinata ed è circondato da un arioso loggiato costituito da 28 archi sorretti da colonne.
L’edificio fu ampliato e ristrutturato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, poiché non era più in grado di accogliere tutti i fedeli che assistevano alle funzioni liturgiche. E’ solo dai primi decenni del Settecento che la Chiesa, eretta in collegiata nel 1669. subì una radicale trasformazione, voluta e pianificata dal prevosto Benedetto Ludovico Giacobini, che prese possesso della parrocchia varallese nel 1705.
Per tutto il secolo XVIII la chiesa si trasformò in un immenso cantiere e numerosi artisti e artigiani lavorarono alacremente per completare il grandioso progetto del Giacobini, che venne realizzato con il generoso contributo di numerosi benefattori,
tra cui spicca la figura della principessa Maria Cristina Ferrero Fieschi di Masserano.

 

Ponte sul Mastallone
Ponte sul Mastallone

Antico ponte sul Mastallone
antico ponte sul Mastallone

Varallo dall'alto

Varallo dall'alto del Sacro Monte

porticato del Sacro Monte di Varallo

porticato del Sacro Monte di Varallo

Il Sacro Monte di Varallo entrato di recente a far parte del patrimonio mondiale..dell'UNESCO è sicuramente il più antico dei Sacri Monti per fondazione (1486) e ne fu promotore Padre Bernardino Caìmi, religioso, francescano dell’antica osservanza, il quale il 21 dicembre 1486 ottenne dal Pontefice Innocenzo VIII, l’autorizzazione ad accettare la donazione dei terreni maggiorenti di Varallo per costruire il convento della Madonna delle Grazie e per dare inizio alla grande “Nuova Gerusalemme” sul “monte di Varallo”, creando su questa altura una “Terra Santa” simile a quella esistente in Palestina e che il Caìmi ben conosceva, essendo stato in precedenza commissario a Gerusalemme.
Con le sue 50 cappelle, questa acropoli cristiana rappresenta una “cittadella sacra” unica e dal valore inestimabile, ricca di oltre 800 statue in terracotta policroma e legno che danno vita a quadri scenici in cui viene rappresentata la vita, la passione e la morte di Cristo.

la Basilica del Sacro Monte di Varallo

Basilica del Sacro Monte di Varallo

Realizzata a poco a poco su disegni di Bartolomeo Ravelli e di Giovanni d'Enrico (1614), fu terminata nel 1713 con una facciata di linee molto semplici. La facciata attuale è sorta negli anni 1891-1896 per munificenza dei coniugi Costantino e Giulia Durio e su disegno dell'arch. Giovanni Ceruti di Valduggia.

L'interno della Basilica del Sacro Monte di Varallo

l'interno della Basilica

Ideata per rappresentare la glorificazione della Madonna, la Madre del Redentore, fu realizzata gradualmente. Dapprima fu costruita la parte di fondo, comprendente lo Scurolo, l'Altare, la Cupola, poi venne prolungata fino ad assumere l'aspetto attuale.

 

altare Maggiore della Basilica del Sacro Monte di Varallo

altare maggiore

Lo scurolo

Significa luogo oscuro. Vi si scende dalla Basilica, seguendo le comode scale di marmo in figura ovale, col peristilio di ordine composito. Riceve una tenue luce dall'alto, tramite un lucernaio in forma di cupola, sotto il quale si aprono piccole tribune.
Lo si deve agli architetti Benedetto Alfieri e Giovanni Morondi (1739). L'altare in marmo di Carrara è di Paolo Rivolta (1854).

La Vergine dormiente all'interno dello Scurolo

la Vergine dormiente all'interno dello Scurolo

Bellissimo simulacro della Madonna venerato fino dai primi tempi quando era collocato nella chiesa vecchia. È stato portato nell'attuale Basilica nel 1679 e, attorno ad esso, è polarizzata la vita del Sacro Monte in quanto Santuario.

una cappellina

una delle cappelline dedicate alla ''Passione di Cristo''

 

Cappella 36..la salita al Calvario

cappellina 36..la salita al Calvario

Portando la croce, Gesù si avvia faticosamente al Calvario. Per la strada cade tre volte, è aiutato da un contadino di Cirene, incontra la Madonna e altre pie donne, ha un po' di sollievo da parte della Veronica che gli asciuga il volto imbrattato di sangue e sudore.

cappella 37..Gesù inchiodato alla croce

cappellina 37..Gesù inchiodato alla Croce

Sul calvario, piccola altura al di fuori di Gerusalemme, presso le mura della città Gesù viene inchiodato alla croce. Sono presenti sua Madre, l'apostolo Giovanni e alcune pie donne.

bimbi al sole

bimbi al sole

giochi di bimbi

giochi di bimbi

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''meditazione''

la banda musicale di Varallo

Banda musicale di Varallo

aria di festa..preparazione della ''Paniccia''

aria di festa..preparazione della ''Paniccia''

aria di festa..preparazione della ''Paniccia''

aria di festa..preparazione della ''Paniccia''

Il carnevale di Varallo tocca il diapason il martedì grasso.
La mattina è dedicata alla distribuzione della Paniccia.
Notizie sulle origini della più nota tradizione del carnevale Varallese, si perdono nella notte dei secoli ed altro non si può fare che rimandarsi ai racconti dei "nonni" della città, vista la scarsità di documenti che regalano alla storia notizie concrete. Fatto è che essa simboleggia il carattere essenzialmente filantropico e caritatevole. In pratica consiste nella distribuzione ai carcerati ed ai poveri di una sostanziosa minestra di riso e verdure alla quale, quando i tempi lo consentono, si aggiunge coratella, ed anche carne, salumi e pane.
Fin qui non vi sarebbe nulla di particolare rispetto alle innumerevoli panicce o fagiolate diffuse il tanti paesi delle nostre contrade. Ciò che invece sorprende è l'eccezionale antichità di questa usanza. A questi ranci comuni può essere che, magari sotto la spinta di un ignoto predicatore, sia stato dato un carattere di beneficenza verso i carcerati e pertanto legata alle vecchie prigioni di Varallo, sistemate in una parte del medioevale Palazzo Pretorio e soppresse soltanto da pochissimi decenni.
Senza sapere con precisione quando e come è nata questa usanza, tutti i vecchi cronisti, parlando della paniccia, l'hanno definita:"vecchia come Varallo", oppure "risalente a tempi immemorabili", oppure ancora "dei tempi di Caio Mario". A distanza di tanti anni non sembrano essere state rinvenute altre notizie.

distribuzione della ''Paniccia''

distribuzione della ''Paniccia''

pentolame della ''Paniccia'' ormai vuoto

pentolame della ''Paniccia'' ormai vuoto

degustazione della ''Paniccia''

degustazione della ''Paniccia''

area di sosta camper di Varallo

area di sosta camper di Varallo

rifornimento d'acqua all'area di sosta di Varallo

rifornimento acqua all'area di sosta camper di Varallo

il Ponte della Gula

Ponte della Gula

mulattiera abbandonata

la mulattiera abbandonata

foto ricordo sul Ponte della Gula

foto ricordo sul Ponte della Gula

panoramica dal paese di Rimella

Panoramica dal paese di Rimella

 

 

 

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