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battaglia delle arance

 

 

il carro degli aranceri preso di mira

il carro degli aranceri e' preso di mira da tutti, ma tutti potrebbero essere colpiti a loro volta

Il tradizionale getto delle arance affonda le sue radici intorno alla metà dell’ottocento. Ancor prima, e più precisamente nel Medioevo, erano i fagioli i protagonisti della battaglia.
Si narra infatti che due volte all’anno il feudatario donasse una pignatta di fagioli alle famiglie povere e queste, per disprezzo, gettassero i fagioli per le strade. Gli stessi legumi erano anche utilizzati in tempo di carnevale, come scherzosi proiettili da lanciare addosso ad improvvisati avversari. Intorno agli anni trenta e sessanta del secolo scorso, insieme a coriandoli, confetti, lupini e fiori, le ragazze lanciavano dai balconi, mirando le carrozze del corteo carnevalesco, qualche arancia. I destinatari erano giovincelli dai quali le stesse ragazze volevano essere notate.
Dalle carrozze si iniziò a rispondere scherzosamente a tono e, poco a poco, il gesto di omaggio si trasformò prima in duello, quindi in un vero e proprio testa a testa tra lanciatori dai balconi e lanciatori di strada. Solo dal secondo dopoguerra la battaglia assunse i connotati attuali seguendo regole ben precise.

popolo di aranceri in battaglia

popolo di aranceri in battaglia

 

arancia in volo

arancia in volo

Ancora oggi lo scontro si svolge nelle principali piazze della città, e vede impegnati equipaggi sul carro (simboleggianti le guardie del tiranno) contro le squadre degli aranceri a piedi i popolani ribelli) costituite da centinaia di tiratori. Si tratta indubbiamente del momento più spettacolare della manifestazione che ben evidenzia la lotta per la libertà, simbolo del carnevale eporediese. La battaglia delle arance insieme a tutti gli eventi storici presenti nella manifestazione di Ivrea, costituisce un’incredibile patrimonio culturale e goliardico, che posiziona la festa tra le più importanti nel panorama nazionale ed internazionale. Il getto dello arance rappresenta anche il momento in cui è più alta la partecipazione collettiva: tutti possono prenderne parte, iscrivendosi in una delle nove squadre a piedi oppure divenendo equipaggio di un carro da getto.

 

quadriglia di cavalli

quadriglia di cavalli con gli aranceri sul carro

 

aranceri

aranceri autoreggenti

 

aranceri all'attacco

aranceri all'attacco

 

aranceri al femminile

aranceri girls

 

aranceri in famiglia

aranceri family

 

aranceri

aranceri boys

 

cavalli e arance

cavalli e arance

 

corno tonante

corno sonante

 

aranceri in love

aranceri in love

 

arancere cane

arancere dog

 

.

finita la battaglia inizia la pulizia delle piazze e strade

Le squadre dei tiratori a piedi:

Scacchi
Il loro nome fu dettato dal numero dei primi tiratori, sedici come le pedine di una parte della scacchiera. Dal 1964 ad oggi, il numero degli iscritti è cresciuto ma è rimasta la casacca bianca e nera a quadri, su cui si staglia una torre arancione, simbolo del castello eporediese. Il foulard è di colore arancione.
La squadra, tra le più numerose, ha come luogo di tiro, Piazza Ottinetti.

 

Arduini
La squadra, che divide insieme agli Scacchi la piazza Ottinetti, è nata nel 1966 ed eredita il proprio nome da una delle vie più suggestive del centro storico di Ivrea, via Arduino. Gli appartenenti alla squadra dello scorpione, indossano calzoni verde chiaro, un foulard che ogni anno viene rinnovato, e una casacca gialla con la riproduzione di uno scorpione nella parte posteriore.

Asso di Picche
Nate nel 1947 da un gruppo di giovani giocatori dell’Ivrea calcio, hanno una divisa
rossa e blu, con l’asso di picche come distintivo e un foulard nero.
La squadra, tra le più antiche, ha come luogo di tiro, Piazza di Città.

 

 

Morte
Dividono la piazza di Città con i Picche, sono nati nel 1954 grazie un gruppo di amici del quartiere di San Grato. La casacca originale era costituita da una tuta da lavoro blu. Attualmente invece la divisa è composta da una casacca nera con lo stemma bianco raffigurante un teschio e pantaloni rossi.

 

 

Tuchini
Il Borghetto, una delle parti più vecchie ed affascinanti della città, è il territorio della squadra dei Tuchini. Fanno la loro prima apparizione nel 1964 con la divisa, che ancora indossano, di colore rosso e verde e il foulard rosso. Lo stemma è rappresentato da un corvo che prende spunto dal simbolo della Croazia, anticamente infatti vi era una rilevante presenza di croati in Ivrea.

 

 

Diavoli
Tra le squadre più blasonate, i Diavoli hanno come luogo di tiro piazza del Rondolino. Nati nel 1973, sono riconoscibili grazie alla casacca e pantaloni rossi con bande gialle e un foulard giallo. Il loro stemma è un diavolo con la forca.

 

 

Mercenari
Anche loro in piazza del Rondolino, i Mercenari sono nati nel 1974 e vestono uno stemma color vinaccia, pantaloni gialli, che hanno sostituito gli originali blue-jeans, e foulard a fantasia.
La squadra ha scelto come stemma una coppia di scimitarre, inserite in una stella gialla a cinque punte.

 

 

Pantere
Sono l’ultima squadra a dividersi, insieme a Mercenari e Diavoli, l’immensa piazza del Rondolino. Le Pantere però hanno anche “combattuto” per una decina di anni in piazza di Città dove praticamente sono nati, per poi spostarsi in piazza Ferrando, Ottenetti, sino a giungere nell’attuale luogo di tiro.
I membri della squadra indossano un completo nero, listato di giallo come il foulard.
Lo stemma è rappresentato, come dice il nome stesso,
da una pantera ruggente.

 

 

Credendari
Sono gli ultimi nati, 1985 ma riconosciuti solo nel 1989, tirano in piazza Freguglia e la loro casacca è gialla e blu con il foulard giallo.
Lo stemma è rappresentato dal Palazzo della Credenza sotto il quale sono riportate, incrociate, la mazza (simbolo del Comune) e la scure d'arme (simbolo del Podestà) e, sotto ancora, il nome della squadra.

 

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